Probabilmente
non sei piú chi sei stata
ed é giusto che cosí sia.
Hai raschiato a dovere la carta a vetro
e su noi ogni linea si assottiglia.
Pure qualcosa fu scritto
sui fogli della nostra vita.
Metterli controluce é ingigantire quel segno,
formare un geroglifico piú grande del diadema
che ti abbagliava.
Non apparirai piú dal portello
dell'aliscafo o da fondali d'alghe,
sommozzatrice di fangose rapide
per dare un senso al nulla. Scenderai
sulle scale automatiche dei templi di Mercurio
tra cadaveri in maschera,
tu la sola vivente,
e non ti chiederai
se fu inganno, fu scelta, fu comunicazione
e chi di noi fosse il centro
a cui si tira con l'arco dal baraccone.
Non me lo chiedo neanch'io. Sono colui
che ha veduto un istante e tanto basta
a chi cammina incolonnato come ora
avviene a noi se siamo ancora in vita
o era un inganno crederlo. Si slitta.
Probabilmente non aspettavi che ricordassi proprio questa poesia tra le tante di Montale, probabilmente non volevo ricordarla nenache io . Oppure necessitavo di uno stimolo esterno per compiere il mirabile sforzo.
TU me l'hai offerto, semplicemente, barattandolo col mio religioso silenzio dentro un filo.
Oggi sono una corda, che vibra al tocco di una mano invisibile.
Sono un suono, il più dolce e dimenticato che possa partorire uno strumento.
Sono l'arpeggio di ricordi obliati, troppo stonato
per essere
da voce umana invano accarezzato.
Sono il tempo che hai fermato.
GRAZIE infinite.
domenica 2 aprile 2006
lunedì 27 marzo 2006
C come compleanno...
21 anni. la mia canna da un grammo si accende e riscalda dalla finestra il tappo di una bottiglia vola e inizia a rotolare, facendomi sentire nelle vesti del presidente della mia immaginaria e alquanto insolita repubblica.
venerdì sera. quattro persone intorno a un tavolo, a brindare sfanculando tutti quelli che ci vogliono male - ma quelli sarebbero arrivati solo il giorno dopo alla mia festa!!- e augurandoci di sopravvivere anke quest'anno. i loro volti amici, i loro bicchieri uniti, la semplicità dei gesti mi commuove. il colpo di grazia me lo dà la telefonata degli amici dalla capitale, e il mio guru in particolare, che continua a farmi crescere parlando di piazzolla e rachmaninov e borges e sylvia plath..il mio omettino invece lavora, ma è come se fosse vicino a me..
ancora a fumare, instancabile mi sento e l'alcool sale picchiando forte sulla testa ma a me sembra soltanto un formicolio sterile, non riesco ad annebbiarmi eppure vorrei ma spesse tele fredde mi avviluppano e in una tazza gialla di camomilla affogo la serata cercando le pecore sfuggite dal recinto immaginario del sogno chimera vanamente cercato a lungo mi addormento con le braccia strette a lisi mentre decidiamo cosa indossare il giorno dopo c'è la fiera del fumetto e il mio complanno e la notte bianca come adesso, buonanotte assistente ti voglio bene a domani la sveglia è per le otto sono le due sì adesso dormiamo.
la mattina è un risveglio che senza soluzione di continuità riprende l'attività principale lasciata la sera
tutti in direzione fiera sono pronti già dalla nove mi appresto a preparare la sangria nel cerchio di caffè che mi tiene sveglia Polissena stranamente mi circonda la sua anima la testa forse anche io mi sento vittima da immolare su un altare perchè si compia lo stesso fatidico rito ma sono troppo preoccupata da problemi insoluti e devo pur reagire il giorno della mia festa.
inizio a prepararenon senza continui assaggi la sangria e per le due siamo in fiera, finalmente, esplodono i colori e i volti amici fino al momento in cui poi si confondono con i volti di persone che vorrebbero solo reciprocsmente ignorarsi ma per forza di cose non possono o non devono farlo, mi sento presa in giro ma la fiera continua con il suo sfavillio di colori e persone , sono con Lui e niente oggi potrà farmi del male.
finalmente a casa, alle 7 è tutto pronto per la festa, i marocchini mi seguono dall'esselunga a casa con fischi di approvazione , mi pento di non essere uno di quei cessi che mai verranno seguite fino a kasa, nonostante con gonne scollature e vestiti alternativi cerchino di fare la loro porca fiugra ma fanno la figura delle porche, per dirla alla bukowski sono a sud di nessun nord e continuano a farmi domande a cui non ho voglia di rispondere, sulla mia vita, su cosa sono e dove vado, sciorinandomi davanti il loro essere piene di idee e sogni, quando sono le più banali e rozze figure che mi siano capitate davanti, e le vedo complici nella loro ordinarietà e nel guardarsi di sottecchi ogni volta che a una delle loro domande da antologia rispondo, e so bene che le mie risposte divengono oggetto di scherno o di critica e di risatine isteriche da quattordicenni, la rabbia cresce nello stomaco e mi chiedo se davvero pensano di me che sia una povera idiota pentendomi invece di non aver trovato l'LSD in gocce in tempo per metterla nei bicchieri e guardare le loro facce storte e ridere un pò io, ma poi ugualmente non so come una calda risata mi parte dal cuore quando realizzo per davvero che sì, stanno facendo domande per vedere il mio tasso di stupidità, il che detto da loro è un complimento, e indossando a mia volta la maschera cerco di dare le risposte che loro si aspetterebbero, qulle giuste perchè abbiano abbastanza materiale da riempire, chissà! le loro chat e i loro forum, o semplicemente lo stanco chiacchericcio di una festa a cui non sono state invitate ma penosamente si sono presentate comunque per non avere il coraggio o la dignità di non venire dopo che per un anno mi hanno coperto di merda e fango con qualsiasi persona gli capitasse a tiro, tutto sommato io mi sento più che gentile e mentre faccio due più due mi sembra anche di trovarle simpatiche, a loro mdo, della maniera in cui riescono ad autocelebrarsi, lo trovo affascinante , e mi piace, mi ricordano un pò una storia di pirandello, il signoro ponza e la signora frola, mi fanno ridere cazzo, e finalmente
felice mi stacco da loro per parlare con altri , e osservarle da lontano ridendo con i più che non si spiegano certe presenze proprio all a MIa festa...falsi gli altri falsa io, cerco di rispondere.
arrivano i regali, fantastici, dimentico le note stonate, spegnendo le mie candeline, o meglio accendendole, prego Iddio di darmi il coraggio di sopportare il resto della serata e quest'altro anno, e di avere facce vere intorno, e di non dovermi più giustificare con chi non mi conosce e non capirebbe, con chi è contento della merda di vita che conduce perchè non ha il coraggio di guardarsi allo specchio per sputarsi in faccia e confessare che è solo invidia e cattiveria la materia del suo essere, o egocentrismo, o quant'altro, fumando spengo la mia esasperazione pensando all'unico vero amore della mia vita, mio padre, a lui e alle sue mani che un pò già tremano, a lui e ai suoi begli occhi, a lui e ai nostri discorsi lasciati incompiuti, a lui, perchè io sono lui e lui è me, e siamo insieme, e sono quello che sono perchè grazie a Dio Qualcuno mi ha davvero insegnato il valore dell'essere, dell'essere sempre, anche in difficoltà, del rifugiarsi nella lettura e nel coltivare la propria anima prima di tutto il resto.
non starò qua a citare i regali che mi sono arrivati come un piacevole sovrappiù, era la presneza quella che mi bastava, alcuni- proprio le persone sbagliate- devono aver preso questo alla lettera, ma fortunantamente non ci ho badato più, sono contenta lo stesso anche di loro, non si può pretendere tutto dalla vita, anche la comprensione di chi amandoti cerca di mascherare l'odio che prova per te non è poi da sottovalutare, è comunque qualcosa di piacevole, cui si aggiungono libri, l'affetto e il meraviglioso regalo del terzo uomo della mia vita, il cuore a forma di zaino delle 4 donne che mi circondano, i 21 centesimi nel salvadanaio della quinta ultima arrivata da taiwan, ancora i libri della mia collega e del dottò, una maglia di zara, il fumetto il corvo, la dedica di MR e la SUA dedica da quel gran pezzo di ..colorista!, orecchini per invogliarmi a fare i buchi, e il telefonino nuovo da quella creatura meravigliosa che sempre più mi fa girare la testa , visto che gli ultimi saranno i primi!
la notte bianca prosegue in giro, duomo- colonne, ma la stanchezza si fa sentire, e il peso del tempo e gli eventi mi fa soccombere, ma calde e dolci come ambrosia lei camminando mi riversa emozioni e la sua rabbia è un pò la mia e lei è un fiume in piena che sta straripando, parla ed è come acqua
benefica
salvifica
quella che viene fuori nel suo intricato e stanco monologo che mi racconta di come è pura e profonda quella perosna che mi cammina accanto, e mi sembra ricami lodi che io non scorgo, ma vedo ciò che LEI vede di me, e il suo vedermi mi fa piangere, perchè è più caro e prezioso della stessa opinione che ho IO su ME.
spero di non perdere anche lei, e spero di essere io stessa un gran sostegno, per me , e per chi mi vuole DAVVERO bene.
GRAZie a tutti, veri o falsi che siate.
e auguri, naturalmente, a me.
venerdì sera. quattro persone intorno a un tavolo, a brindare sfanculando tutti quelli che ci vogliono male - ma quelli sarebbero arrivati solo il giorno dopo alla mia festa!!- e augurandoci di sopravvivere anke quest'anno. i loro volti amici, i loro bicchieri uniti, la semplicità dei gesti mi commuove. il colpo di grazia me lo dà la telefonata degli amici dalla capitale, e il mio guru in particolare, che continua a farmi crescere parlando di piazzolla e rachmaninov e borges e sylvia plath..il mio omettino invece lavora, ma è come se fosse vicino a me..
ancora a fumare, instancabile mi sento e l'alcool sale picchiando forte sulla testa ma a me sembra soltanto un formicolio sterile, non riesco ad annebbiarmi eppure vorrei ma spesse tele fredde mi avviluppano e in una tazza gialla di camomilla affogo la serata cercando le pecore sfuggite dal recinto immaginario del sogno chimera vanamente cercato a lungo mi addormento con le braccia strette a lisi mentre decidiamo cosa indossare il giorno dopo c'è la fiera del fumetto e il mio complanno e la notte bianca come adesso, buonanotte assistente ti voglio bene a domani la sveglia è per le otto sono le due sì adesso dormiamo.
la mattina è un risveglio che senza soluzione di continuità riprende l'attività principale lasciata la sera
tutti in direzione fiera sono pronti già dalla nove mi appresto a preparare la sangria nel cerchio di caffè che mi tiene sveglia Polissena stranamente mi circonda la sua anima la testa forse anche io mi sento vittima da immolare su un altare perchè si compia lo stesso fatidico rito ma sono troppo preoccupata da problemi insoluti e devo pur reagire il giorno della mia festa.
inizio a prepararenon senza continui assaggi la sangria e per le due siamo in fiera, finalmente, esplodono i colori e i volti amici fino al momento in cui poi si confondono con i volti di persone che vorrebbero solo reciprocsmente ignorarsi ma per forza di cose non possono o non devono farlo, mi sento presa in giro ma la fiera continua con il suo sfavillio di colori e persone , sono con Lui e niente oggi potrà farmi del male.
finalmente a casa, alle 7 è tutto pronto per la festa, i marocchini mi seguono dall'esselunga a casa con fischi di approvazione , mi pento di non essere uno di quei cessi che mai verranno seguite fino a kasa, nonostante con gonne scollature e vestiti alternativi cerchino di fare la loro porca fiugra ma fanno la figura delle porche, per dirla alla bukowski sono a sud di nessun nord e continuano a farmi domande a cui non ho voglia di rispondere, sulla mia vita, su cosa sono e dove vado, sciorinandomi davanti il loro essere piene di idee e sogni, quando sono le più banali e rozze figure che mi siano capitate davanti, e le vedo complici nella loro ordinarietà e nel guardarsi di sottecchi ogni volta che a una delle loro domande da antologia rispondo, e so bene che le mie risposte divengono oggetto di scherno o di critica e di risatine isteriche da quattordicenni, la rabbia cresce nello stomaco e mi chiedo se davvero pensano di me che sia una povera idiota pentendomi invece di non aver trovato l'LSD in gocce in tempo per metterla nei bicchieri e guardare le loro facce storte e ridere un pò io, ma poi ugualmente non so come una calda risata mi parte dal cuore quando realizzo per davvero che sì, stanno facendo domande per vedere il mio tasso di stupidità, il che detto da loro è un complimento, e indossando a mia volta la maschera cerco di dare le risposte che loro si aspetterebbero, qulle giuste perchè abbiano abbastanza materiale da riempire, chissà! le loro chat e i loro forum, o semplicemente lo stanco chiacchericcio di una festa a cui non sono state invitate ma penosamente si sono presentate comunque per non avere il coraggio o la dignità di non venire dopo che per un anno mi hanno coperto di merda e fango con qualsiasi persona gli capitasse a tiro, tutto sommato io mi sento più che gentile e mentre faccio due più due mi sembra anche di trovarle simpatiche, a loro mdo, della maniera in cui riescono ad autocelebrarsi, lo trovo affascinante , e mi piace, mi ricordano un pò una storia di pirandello, il signoro ponza e la signora frola, mi fanno ridere cazzo, e finalmente
felice mi stacco da loro per parlare con altri , e osservarle da lontano ridendo con i più che non si spiegano certe presenze proprio all a MIa festa...falsi gli altri falsa io, cerco di rispondere.
arrivano i regali, fantastici, dimentico le note stonate, spegnendo le mie candeline, o meglio accendendole, prego Iddio di darmi il coraggio di sopportare il resto della serata e quest'altro anno, e di avere facce vere intorno, e di non dovermi più giustificare con chi non mi conosce e non capirebbe, con chi è contento della merda di vita che conduce perchè non ha il coraggio di guardarsi allo specchio per sputarsi in faccia e confessare che è solo invidia e cattiveria la materia del suo essere, o egocentrismo, o quant'altro, fumando spengo la mia esasperazione pensando all'unico vero amore della mia vita, mio padre, a lui e alle sue mani che un pò già tremano, a lui e ai suoi begli occhi, a lui e ai nostri discorsi lasciati incompiuti, a lui, perchè io sono lui e lui è me, e siamo insieme, e sono quello che sono perchè grazie a Dio Qualcuno mi ha davvero insegnato il valore dell'essere, dell'essere sempre, anche in difficoltà, del rifugiarsi nella lettura e nel coltivare la propria anima prima di tutto il resto.
non starò qua a citare i regali che mi sono arrivati come un piacevole sovrappiù, era la presneza quella che mi bastava, alcuni- proprio le persone sbagliate- devono aver preso questo alla lettera, ma fortunantamente non ci ho badato più, sono contenta lo stesso anche di loro, non si può pretendere tutto dalla vita, anche la comprensione di chi amandoti cerca di mascherare l'odio che prova per te non è poi da sottovalutare, è comunque qualcosa di piacevole, cui si aggiungono libri, l'affetto e il meraviglioso regalo del terzo uomo della mia vita, il cuore a forma di zaino delle 4 donne che mi circondano, i 21 centesimi nel salvadanaio della quinta ultima arrivata da taiwan, ancora i libri della mia collega e del dottò, una maglia di zara, il fumetto il corvo, la dedica di MR e la SUA dedica da quel gran pezzo di ..colorista!, orecchini per invogliarmi a fare i buchi, e il telefonino nuovo da quella creatura meravigliosa che sempre più mi fa girare la testa , visto che gli ultimi saranno i primi!
la notte bianca prosegue in giro, duomo- colonne, ma la stanchezza si fa sentire, e il peso del tempo e gli eventi mi fa soccombere, ma calde e dolci come ambrosia lei camminando mi riversa emozioni e la sua rabbia è un pò la mia e lei è un fiume in piena che sta straripando, parla ed è come acqua
benefica
salvifica
quella che viene fuori nel suo intricato e stanco monologo che mi racconta di come è pura e profonda quella perosna che mi cammina accanto, e mi sembra ricami lodi che io non scorgo, ma vedo ciò che LEI vede di me, e il suo vedermi mi fa piangere, perchè è più caro e prezioso della stessa opinione che ho IO su ME.
spero di non perdere anche lei, e spero di essere io stessa un gran sostegno, per me , e per chi mi vuole DAVVERO bene.
GRAZie a tutti, veri o falsi che siate.
e auguri, naturalmente, a me.
venerdì 24 marzo 2006
We' re runnign out of alibis
University of Alicante, 9 mesi.
Alicante non è Madrid.
E' il paese dei balocchi.
Una Rimini spagnola che conta quasi 200.000 abitanti.
Dove c'è tutto, e arriva di tutto.
Dove il bagno lo si fa anche a marzo, perchè il caldo vento africano arriva fin qui.
A due passi da Valencia, una lingua di mare la separa da Ibiza e Formentera.
Era quello che volevo? NO.
ma forse è da pazzi rinunciare, e infatti non rinuncerò.
Eppure...
Quando avrò finalmente firmato quei documenti d'accettazione, sarà l'inizio, o la fine.
fino ad allora mi godo il fascino vellutato del limbo, e mi coccolo pensando al mio compleanno alcolico, per dimenticare che non posso smettere di crescere.
"Cant' stop growing old..."
ON AIR: This picture. Placebo.
Alicante non è Madrid.
E' il paese dei balocchi.
Una Rimini spagnola che conta quasi 200.000 abitanti.
Dove c'è tutto, e arriva di tutto.
Dove il bagno lo si fa anche a marzo, perchè il caldo vento africano arriva fin qui.
A due passi da Valencia, una lingua di mare la separa da Ibiza e Formentera.
Era quello che volevo? NO.
ma forse è da pazzi rinunciare, e infatti non rinuncerò.
Eppure...
Quando avrò finalmente firmato quei documenti d'accettazione, sarà l'inizio, o la fine.
fino ad allora mi godo il fascino vellutato del limbo, e mi coccolo pensando al mio compleanno alcolico, per dimenticare che non posso smettere di crescere.
"Cant' stop growing old..."
ON AIR: This picture. Placebo.
martedì 21 marzo 2006
Di un patetico lunedì sera
MI scivoli via tra le dita
quando ti fiondi in un bicchiere di coca e rum
è strana a tratti coinvolgente, la tua materia grigia intelligente..
Guadagni dei punti QUANDO VUOI
riaffiori per cadere poco dopo in apnea
ti accorgi infine
che non hai concluso
niente di niente.
QUANDO TI UCCIDI, TU ti DIVERTI di PIU'
QUANDO TI UCCIDI, TU ti DIVERTI di PIU'
QUANDO MI UCCIDI RIDI
..RIDI!!!
ti affacci al balcone della vita,
AMMETTI che non hai concluso nulla dal principio,
INCOLLATI al tuo divano
e ripeti piano quello che ti piace in Tivù
QUANDO TI UCCIDI, TU ti DIVERTI di PIU'
QUANDO TI UCCIDI, TU ti DIVERTI di PIU'
QUANDO MI UCCIDI RIDI
..RIDI!!!
quali parole più vere...moltheni geniale nei testi e mi compiace della sua ordinarietà ricercata e singolare, persa in pagine di marketing che non significano null' altro che lo specchio di una società in decadenza, e il suo tentativodi attaccare con la colla l'economia alla carta per sciorinare un decalogo fasullo di imprese virtuali.PUAAAH!
malessere dentro, lo sento percorremi lo stomaco, depositando pezzi di cibo sul fondo di uno specchio d'acqua che nel bagno mi restituisce la faccia scomposta, questo vorrei ardentemente, lo desidero più di qualsiasi altra cosa, ma l'ho già fatto succedere, se per vero o fintamente tra le righe scritte a penna inchiostro blu sul veloce e pratico quadernetto un altro lo giudicherà.
sento quell'odore. lo sento dapperutto.
finto plastica è l'odore delle facce intorno, visi spenti, vuoti - mio amato maestro, tu che canti che i volti sono polvere e come un sogno dietro di loro non c'è nulla, dov'è la consolazione delle tue parole magiche?-
non riesco a leggere. non riesco. bruciano troppo gli occhi dietro lenti sporche, sono un animale e l'istinto mi dice di fare male ovunque, intessendo laconiche discussioni con me stessa per arrivare a conclusioni inconsistenti quanto la schiuma.
mi chiedo quando l'angoscia finirà.
mi chiedo dove sono, e quando potrò essere.
mi chiedo, la notte compie il suo giro sul cielo trapunta scura di stoffa pesante, il respiro preme e mi accarezzo finchè arriva domani, ho male al cuore.
domani ci sarà un verdetto, un primo, l' imago illusoria di un traguardo.
mi accoccolo e in me prego, contando mentalmente il sospirato sonno che, presto o tardi, arriverà.
quando ti fiondi in un bicchiere di coca e rum
è strana a tratti coinvolgente, la tua materia grigia intelligente..
Guadagni dei punti QUANDO VUOI
riaffiori per cadere poco dopo in apnea
ti accorgi infine
che non hai concluso
niente di niente.
QUANDO TI UCCIDI, TU ti DIVERTI di PIU'
QUANDO TI UCCIDI, TU ti DIVERTI di PIU'
QUANDO MI UCCIDI RIDI
..RIDI!!!
ti affacci al balcone della vita,
AMMETTI che non hai concluso nulla dal principio,
INCOLLATI al tuo divano
e ripeti piano quello che ti piace in Tivù
QUANDO TI UCCIDI, TU ti DIVERTI di PIU'
QUANDO TI UCCIDI, TU ti DIVERTI di PIU'
QUANDO MI UCCIDI RIDI
..RIDI!!!
quali parole più vere...moltheni geniale nei testi e mi compiace della sua ordinarietà ricercata e singolare, persa in pagine di marketing che non significano null' altro che lo specchio di una società in decadenza, e il suo tentativodi attaccare con la colla l'economia alla carta per sciorinare un decalogo fasullo di imprese virtuali.PUAAAH!
malessere dentro, lo sento percorremi lo stomaco, depositando pezzi di cibo sul fondo di uno specchio d'acqua che nel bagno mi restituisce la faccia scomposta, questo vorrei ardentemente, lo desidero più di qualsiasi altra cosa, ma l'ho già fatto succedere, se per vero o fintamente tra le righe scritte a penna inchiostro blu sul veloce e pratico quadernetto un altro lo giudicherà.
sento quell'odore. lo sento dapperutto.
finto plastica è l'odore delle facce intorno, visi spenti, vuoti - mio amato maestro, tu che canti che i volti sono polvere e come un sogno dietro di loro non c'è nulla, dov'è la consolazione delle tue parole magiche?-
non riesco a leggere. non riesco. bruciano troppo gli occhi dietro lenti sporche, sono un animale e l'istinto mi dice di fare male ovunque, intessendo laconiche discussioni con me stessa per arrivare a conclusioni inconsistenti quanto la schiuma.
mi chiedo quando l'angoscia finirà.
mi chiedo dove sono, e quando potrò essere.
mi chiedo, la notte compie il suo giro sul cielo trapunta scura di stoffa pesante, il respiro preme e mi accarezzo finchè arriva domani, ho male al cuore.
domani ci sarà un verdetto, un primo, l' imago illusoria di un traguardo.
mi accoccolo e in me prego, contando mentalmente il sospirato sonno che, presto o tardi, arriverà.
martedì 7 marzo 2006
domenica 5 marzo 2006
Confusa (e infelice)
qua mi sento nel nido, ma oggi devo andarmene.
devo tornare a casa.
ho più una casa?
non lo era casa mia , non lo è questa, dove un'altra famiglia costruisce altri progetti cui non posso nè voglio prendere parte, non lo è la mia, sei persone diverse con diverse voglie di fare cose diverse
..come se mettere d'accordo sei cervelli fosse una cosa facile..difficile già con sei persone normali, figurarsi con noi!
è il senso di non-appartenenza ke mi sfianca..il sentirmi sempre in un non so ke, mi piace ma non riesco a non essere sempre, voglio avere a volte un quando e un come, anche labili,stanca del mio castello di carte crollate di nuovo.
boxer indossando perchè ho finito i cambi mi sento maschia, e prenderei a calci chiunque, sole compreso che vile non buca le nuvole latte intorno e sensazione di vuoto nello stomaco.
vorrei essere cercata. vorrei essere desiderata. mano di mio padre sulla testa, lo immagino bianco e stanco, occhi vitrei, guarda dalla finestra la fronte contro il vetro schiacciando quasi volesse trapassarlo borbotta sul tempo sempre uguale e la vita che scivola via come sabbia da pugni serrati è tardi devo iniziare a studiare ti prego scompari da me immagine triste ti prego vai via, e oh! come vorrei essere in un altro posto per non pensare il fumo mi farà compagnia afghano sapore in bocca d'amaro plastilina lucida mi salverà da questo sentirmi stanca e sola in un giorno qualunque oggi è domenika la domenika è sempre kosì triste perchè non c'è nessuno e oh! vorrei solo essere in un altro posto per non pensare e oh! immagine triste ti prego sparisci ma in fondo domani non sarà più domenika domani vivo domani respiro oggi dormirò il resto delle ore e guarderò i numeri per non guardare fuori è gia pomeriggio e sono stanca nulla avendo concluso mi arrendo.
fanculo.
mi ammazzo.
fanculo.
ridendo.
devo tornare a casa.
ho più una casa?
non lo era casa mia , non lo è questa, dove un'altra famiglia costruisce altri progetti cui non posso nè voglio prendere parte, non lo è la mia, sei persone diverse con diverse voglie di fare cose diverse
..come se mettere d'accordo sei cervelli fosse una cosa facile..difficile già con sei persone normali, figurarsi con noi!
è il senso di non-appartenenza ke mi sfianca..il sentirmi sempre in un non so ke, mi piace ma non riesco a non essere sempre, voglio avere a volte un quando e un come, anche labili,stanca del mio castello di carte crollate di nuovo.
boxer indossando perchè ho finito i cambi mi sento maschia, e prenderei a calci chiunque, sole compreso che vile non buca le nuvole latte intorno e sensazione di vuoto nello stomaco.
vorrei essere cercata. vorrei essere desiderata. mano di mio padre sulla testa, lo immagino bianco e stanco, occhi vitrei, guarda dalla finestra la fronte contro il vetro schiacciando quasi volesse trapassarlo borbotta sul tempo sempre uguale e la vita che scivola via come sabbia da pugni serrati è tardi devo iniziare a studiare ti prego scompari da me immagine triste ti prego vai via, e oh! come vorrei essere in un altro posto per non pensare il fumo mi farà compagnia afghano sapore in bocca d'amaro plastilina lucida mi salverà da questo sentirmi stanca e sola in un giorno qualunque oggi è domenika la domenika è sempre kosì triste perchè non c'è nessuno e oh! vorrei solo essere in un altro posto per non pensare e oh! immagine triste ti prego sparisci ma in fondo domani non sarà più domenika domani vivo domani respiro oggi dormirò il resto delle ore e guarderò i numeri per non guardare fuori è gia pomeriggio e sono stanca nulla avendo concluso mi arrendo.
fanculo.
mi ammazzo.
fanculo.
ridendo.
sabato 4 marzo 2006
Labirinto
"Zeus non potrebbe sciogliere le reti
di pietra che mi stringono. Ho scordato
gli uomini che fui; seguo l'odiato
sentiero di monotone pareti
ch'è il mio destino. Dritte gallerie
che si curvano in circoli segreti,
passati che sian gli anni. Parapetti
in cui l'uso dei giorni ha aperto crepe.
Nella pallida polvere decifro
orme temute. L'aria mi ha recato
nei concavi crepuscoli un bramito
o l'eco d'un bramito desolato.
nell'ombra un Altro so, di cui la sorte
è stancare le lunghe solitudini
che intessono e disfanno questo Ade
e bramare il mio sangue, la mia morte.
ci cerchiamo l'un l ' altro. Fosse almeno
questo l'ultimo giorno dell'attesa."
jeorge luis borges
non credo ci siano mai state parole più belle e vive per sentire il labirinto.
vorrei poterne uscire anche io. ma quello che sento, è quello che ho scritto,
e Borges mi consola, ed ecco, le nostre solitudini crude a rendersi vicendevolmente omaggio, lui, non smettendo di raccontarle, io sentendole nelle mie vene, lacrime sciogliendo in fondi di vetro.
mi manca l'aria. mi manca il tempo. lo spazio.
magari..non è tutto così definito.
sto perdendo anche il circa e il quasi, i ma e i se, e il beneficio del dubbio.
teli neri all'orizzonte, e voglia di mordere, non ho bianche colombe intorno, i corvi gridano, e solo vorrei. dormire.
scappare.partire. gridare.
morire, con questo mio unico compagno, il corpo.
di pietra che mi stringono. Ho scordato
gli uomini che fui; seguo l'odiato
sentiero di monotone pareti
ch'è il mio destino. Dritte gallerie
che si curvano in circoli segreti,
passati che sian gli anni. Parapetti
in cui l'uso dei giorni ha aperto crepe.
Nella pallida polvere decifro
orme temute. L'aria mi ha recato
nei concavi crepuscoli un bramito
o l'eco d'un bramito desolato.
nell'ombra un Altro so, di cui la sorte
è stancare le lunghe solitudini
che intessono e disfanno questo Ade
e bramare il mio sangue, la mia morte.
ci cerchiamo l'un l ' altro. Fosse almeno
questo l'ultimo giorno dell'attesa."
jeorge luis borges
non credo ci siano mai state parole più belle e vive per sentire il labirinto.
vorrei poterne uscire anche io. ma quello che sento, è quello che ho scritto,
e Borges mi consola, ed ecco, le nostre solitudini crude a rendersi vicendevolmente omaggio, lui, non smettendo di raccontarle, io sentendole nelle mie vene, lacrime sciogliendo in fondi di vetro.
mi manca l'aria. mi manca il tempo. lo spazio.
magari..non è tutto così definito.
sto perdendo anche il circa e il quasi, i ma e i se, e il beneficio del dubbio.
teli neri all'orizzonte, e voglia di mordere, non ho bianche colombe intorno, i corvi gridano, e solo vorrei. dormire.
scappare.partire. gridare.
morire, con questo mio unico compagno, il corpo.
giovedì 2 marzo 2006
Psicoterapia scribendi
odio..delusione, rimorso o una vago rimpianto, cosa
in questa notte senza luna, vela i miei occhi di pianto?
senza piu' nessun equilibrio, ecco dove sono finita, risucchiata in un immenso buco nero
- vortice dilapida ogni mio tentativo di uscire fuori-
da gente che non meritava
- zanzare fastidiose mi hanno succhiato fin troppo sangue ma smetteranno presto di volare, la mia ciabatta arriverà inesorabile e cadranno, oh, sì che cadranno sotto la mia risata pulita e accesa, sincera, libera, graffiante e insopportabile.
oggi odio tutti.
odio e maledirei il mondo- prima di tutto la creatura sgraziata che mi viene incontro dalla porta a specchi in anticamera a casa di dav- poi tutto il resto, non risparmiando nessuno.
sono stanca.
stanca della falsità che c'è in giro-sei fakeee! gridava una ballerina(non LEI) mia amica-ora forse non piu'- ma so che nella sua pazzia era piu' sana di tutti, paradossalmente pirandelliana nel suo agitarsi rivelava verità ai più scomode e nessuno voleva acoltarla solo perchè incapace di rivelarle anche a sè stessa sbraitava sul mondo ma è vero alla fine,
perchè voi che ben presto siete pronti a chiamare la gente pazza cosa siete allora?
marionette, vuote e squallide, vi vedo, e siete il piu' triste dei clichè-senza per questo esimermi, siamo umani e impensabile sarebbe non essere un clichè, ma in modo intelligente, è questo ke fa male, è questo ke non vi riesce, e vi vedo svegliarvi la mattina nei vostri sorrisi compiaciuti e siete tutto sommato soddisfatti del vostro mondo di niente, in cui tutto gira troppo bene e anche quando non lo fa c'è il calore di due braccia e due labbra a scaldarti, c'è una cartina da potersi rollare, c'è una tazza di tè con un amico, c'è il sentirsi amabili, desiderati, "fighi", c'è il vedersi belli e sentirsi cercati, c'è il giocare a fare una schermaglia di plastica finto-amorosa che puzza di naftalina su un pc qualsiasi nascosti da un monitor perchè là è piu' facile parlare e farsi vedere quelli che non si è- dio come siete patetici tutti!laccati, effimeri..infantili!-
e poi vi immolate a valori come la sensibiltà, l'apertura mentale, l'alternatività,voi la droga, voi, la bisessualità, voi, l'essere incompresi e speciali...
ma puzzate, puzzate perchè la merda anche ben confezionata conserva sempre il suo caratteristico odore e quell'odore non te lo togli più, c'è poco da fare, potrai dire al mondo che sei la persona migliore ma prima o poi tutto viene fuori aihmè, ed è quello che continuo a vedere, è quello che mi fa rivoltare le budella, e non parole vi vomiterei in faccia ma la cieca disperazione delle aspettative tradite, delle promesse abortite, delle delusioni continue, dei vostri limiti scontati, del vostro tirarvi indietro, dell'avere paura..
stanca dei vostri ti voglio bene buttati là senza peso- io che cristo ho pesato sempre tutte le parole manco fossero i massi del Cammino di Santiago, perchè so bene che sono armi, che possono uccidere-io pago la vostra noncuranza, la vostra negligenza ,la vostra strafottenza, il vostro non avere un'etica perchè volete professarvi liberi ma siete piu' schiavi del peggior schiavo, siete schiavi di voi stessi, dei vostri perosnaggi, del vostro mondo di zucchero, in cui ci sguazzate bene, immaginadnovi di volta in volta poeti maledetti, artisti, cantanti, attori, gente la cui vita è talmente travagliata che c'è solo un modo di esprimere le proprie emozioni, e quella è l'arte.
peccato che la vostra non è altro che un tentativo continuo di emulare dorian gray, peccato che il verso non suona , la musica non comunica, peccato che tutto si perda non appena scrosti un pò la facciata della persona bella e sensibile che ti apre il cuore- amici, conoscenti, gente comunque che pensi ti "ami", gente che ti adora, che dice di emularti, che ti "mette sul piedistallo"e credetemi ce ne sono- ed è allora che lo senti quel rumore.
il rumore di qualcosa che ha ripreso a battere. è il tuo cuore.
come se , finalmente, alla fine, te lo fossi ripreso tutto intero per protesta da quella massa di idioti che aveva avuto la presunzione di strappartene via un pezzetto, giorno per giorno, senza dire posso, senza chiedere permesso.
e non racconterai certo di come vivi tu le giornate-il dolore per la gente che se ne va, per chi non l'ha ancora fatto ma lo sta facendo e ogni telefonata ti trema la voce- perchè nessuno vorrà ascoltare il delirio di una povera pazza, perchè è più facile cercare di non capire, è più facile sparire quando si ha bisogno di te, con la scusa che "tu sei troppo", "tu non sei normale", "di fronte a te mi sento piccola/o"..ma adesso basta.
ecco la mia rabbia, onore e gloria a lei che giace qua, soffocata in un brainstroming piu' o meno chiaro...
ma il Maestro mi viene incontro, e onorando uno dei pochi sinceri cuori mi dico:
"E' oggi, ieri. Tu non sei che gli altri,
il cui volto è di polvere. Sei i morti."
( J. L. B.)
in questa notte senza luna, vela i miei occhi di pianto?
senza piu' nessun equilibrio, ecco dove sono finita, risucchiata in un immenso buco nero
- vortice dilapida ogni mio tentativo di uscire fuori-
da gente che non meritava
- zanzare fastidiose mi hanno succhiato fin troppo sangue ma smetteranno presto di volare, la mia ciabatta arriverà inesorabile e cadranno, oh, sì che cadranno sotto la mia risata pulita e accesa, sincera, libera, graffiante e insopportabile.
oggi odio tutti.
odio e maledirei il mondo- prima di tutto la creatura sgraziata che mi viene incontro dalla porta a specchi in anticamera a casa di dav- poi tutto il resto, non risparmiando nessuno.
sono stanca.
stanca della falsità che c'è in giro-sei fakeee! gridava una ballerina(non LEI) mia amica-ora forse non piu'- ma so che nella sua pazzia era piu' sana di tutti, paradossalmente pirandelliana nel suo agitarsi rivelava verità ai più scomode e nessuno voleva acoltarla solo perchè incapace di rivelarle anche a sè stessa sbraitava sul mondo ma è vero alla fine,
perchè voi che ben presto siete pronti a chiamare la gente pazza cosa siete allora?
marionette, vuote e squallide, vi vedo, e siete il piu' triste dei clichè-senza per questo esimermi, siamo umani e impensabile sarebbe non essere un clichè, ma in modo intelligente, è questo ke fa male, è questo ke non vi riesce, e vi vedo svegliarvi la mattina nei vostri sorrisi compiaciuti e siete tutto sommato soddisfatti del vostro mondo di niente, in cui tutto gira troppo bene e anche quando non lo fa c'è il calore di due braccia e due labbra a scaldarti, c'è una cartina da potersi rollare, c'è una tazza di tè con un amico, c'è il sentirsi amabili, desiderati, "fighi", c'è il vedersi belli e sentirsi cercati, c'è il giocare a fare una schermaglia di plastica finto-amorosa che puzza di naftalina su un pc qualsiasi nascosti da un monitor perchè là è piu' facile parlare e farsi vedere quelli che non si è- dio come siete patetici tutti!laccati, effimeri..infantili!-
e poi vi immolate a valori come la sensibiltà, l'apertura mentale, l'alternatività,voi la droga, voi, la bisessualità, voi, l'essere incompresi e speciali...
ma puzzate, puzzate perchè la merda anche ben confezionata conserva sempre il suo caratteristico odore e quell'odore non te lo togli più, c'è poco da fare, potrai dire al mondo che sei la persona migliore ma prima o poi tutto viene fuori aihmè, ed è quello che continuo a vedere, è quello che mi fa rivoltare le budella, e non parole vi vomiterei in faccia ma la cieca disperazione delle aspettative tradite, delle promesse abortite, delle delusioni continue, dei vostri limiti scontati, del vostro tirarvi indietro, dell'avere paura..
stanca dei vostri ti voglio bene buttati là senza peso- io che cristo ho pesato sempre tutte le parole manco fossero i massi del Cammino di Santiago, perchè so bene che sono armi, che possono uccidere-io pago la vostra noncuranza, la vostra negligenza ,la vostra strafottenza, il vostro non avere un'etica perchè volete professarvi liberi ma siete piu' schiavi del peggior schiavo, siete schiavi di voi stessi, dei vostri perosnaggi, del vostro mondo di zucchero, in cui ci sguazzate bene, immaginadnovi di volta in volta poeti maledetti, artisti, cantanti, attori, gente la cui vita è talmente travagliata che c'è solo un modo di esprimere le proprie emozioni, e quella è l'arte.
peccato che la vostra non è altro che un tentativo continuo di emulare dorian gray, peccato che il verso non suona , la musica non comunica, peccato che tutto si perda non appena scrosti un pò la facciata della persona bella e sensibile che ti apre il cuore- amici, conoscenti, gente comunque che pensi ti "ami", gente che ti adora, che dice di emularti, che ti "mette sul piedistallo"e credetemi ce ne sono- ed è allora che lo senti quel rumore.
il rumore di qualcosa che ha ripreso a battere. è il tuo cuore.
come se , finalmente, alla fine, te lo fossi ripreso tutto intero per protesta da quella massa di idioti che aveva avuto la presunzione di strappartene via un pezzetto, giorno per giorno, senza dire posso, senza chiedere permesso.
e non racconterai certo di come vivi tu le giornate-il dolore per la gente che se ne va, per chi non l'ha ancora fatto ma lo sta facendo e ogni telefonata ti trema la voce- perchè nessuno vorrà ascoltare il delirio di una povera pazza, perchè è più facile cercare di non capire, è più facile sparire quando si ha bisogno di te, con la scusa che "tu sei troppo", "tu non sei normale", "di fronte a te mi sento piccola/o"..ma adesso basta.
ecco la mia rabbia, onore e gloria a lei che giace qua, soffocata in un brainstroming piu' o meno chiaro...
ma il Maestro mi viene incontro, e onorando uno dei pochi sinceri cuori mi dico:
"E' oggi, ieri. Tu non sei che gli altri,
il cui volto è di polvere. Sei i morti."
( J. L. B.)
domenica 26 febbraio 2006
una FAVOLA!
"non c'è niente che piu' mi ferisca..di un sorriso forzato e
di una presenza inquieta che mi sapventa e
debilita
le mie difese..."
ecco qua...in una giornata stranamente soleggiata ad ascoltare stancamente una playlist sperando ke il sole compia il suo giro per evitare di farmi pensare abbastanza..provvederà sicuramente statistica a evitare ke ciò accada!!
" l'eterno delle tue parole...sparse.............
hai hai scritto a me..su un foglio senza nome..e hai raccontato una storia trasparente..."
è troppo bello il testo di alcune canzoni per impedire alle dita che corrono frenetiche sui tasti di scrivere andando a tempo di musica..
ieri troppe emozioni..
la mia ballerina, sempre piu' bella, sempre piu' dolce, sempre speciale..
e gesti dimentikati ti sembrano di colpo quotidiani, come se quel laccio ke ci lega in realtà fosse sempre là, -non guardavo in basso ieri, troppo il timore di vedere le nostre caviglie legate da rosa di raso camminando-aperitivo, annego nell'alcool, a un certo punto avrei voluto nuotare in quel bicchiere, si ,nuotare, come in una immensa piscina di rum appoggiata al bordo del vetro su una fettina di limone..
cubalibre, cubapestato, mi fa un cubalibre?, un cuba per favore, cuba, rum e coca grazie..
cambiava solo il modo di rivolgermi al cameriere di turno, ma la sostanza era quella...
e piu' cercavo di annegare piu' i fantasmi si affacciavano nel cervello..nomi , posti, e facce che vorresti dimenticare perchè è meglio così, nomi posti e facce che ti bruciano sotto la pelle come sale su sangue, i tendini urlano, le mie meningi piangono, e allora la musica interviene a dirmi basta, a ricordarmi che ci vediamo alla fine, a quella brutta fine, per la precisione, a quella fine pessima..
e grida sono diventate le parole, e birilli eravamo io e claudio nel pogo generale, in cui" spallate di energumeni carezze divenivano" perkè nell'estasi della canzone danzavamo la nostra impossibile danza, invasati, come baccanti forsennate e senza un briciolo ormai di controllo su sè stessi..-l'alcool aveva fatto il resto-
il palco del rolling stone ci accoglie e ci abbandoniamo all'ennesimo bicchiere, ci sentiamo lungimiranti e nei suoi occhi vedo la mia stessa luce, luce di rum e felicità , quella felicità che si misura a bicchieri, e che per lo meno facendoti perdere il senso della vita te lo regala in semplici istanti che poi bruciano velocissimi, nel momento dopo in cui, come adesso, li ricordi.
ma oggi sto bene, grazie, risponderò a tutti quelli ke me lo kiedono..
e baci per tutte quelle facce ke spariranno presto dalla mia testa, e che il ricordo contribuirà a spogliare da qualsiasi sentimento, sia esso dolore, rimpianto, rimorso, rabbia, solitudine, malinconia.
guardo claudio, al mondo c'è qualcuno che è me, non ho bisogno di specchi, lo so, lo sa anche lui,siamo sul palco adesso, non scenderemo mai.
non siamo soli.
non lo saremo.
mai piu'.
di una presenza inquieta che mi sapventa e
debilita
le mie difese..."
ecco qua...in una giornata stranamente soleggiata ad ascoltare stancamente una playlist sperando ke il sole compia il suo giro per evitare di farmi pensare abbastanza..provvederà sicuramente statistica a evitare ke ciò accada!!
" l'eterno delle tue parole...sparse.............
hai hai scritto a me..su un foglio senza nome..e hai raccontato una storia trasparente..."
è troppo bello il testo di alcune canzoni per impedire alle dita che corrono frenetiche sui tasti di scrivere andando a tempo di musica..
ieri troppe emozioni..
la mia ballerina, sempre piu' bella, sempre piu' dolce, sempre speciale..
e gesti dimentikati ti sembrano di colpo quotidiani, come se quel laccio ke ci lega in realtà fosse sempre là, -non guardavo in basso ieri, troppo il timore di vedere le nostre caviglie legate da rosa di raso camminando-aperitivo, annego nell'alcool, a un certo punto avrei voluto nuotare in quel bicchiere, si ,nuotare, come in una immensa piscina di rum appoggiata al bordo del vetro su una fettina di limone..
cubalibre, cubapestato, mi fa un cubalibre?, un cuba per favore, cuba, rum e coca grazie..
cambiava solo il modo di rivolgermi al cameriere di turno, ma la sostanza era quella...
e piu' cercavo di annegare piu' i fantasmi si affacciavano nel cervello..nomi , posti, e facce che vorresti dimenticare perchè è meglio così, nomi posti e facce che ti bruciano sotto la pelle come sale su sangue, i tendini urlano, le mie meningi piangono, e allora la musica interviene a dirmi basta, a ricordarmi che ci vediamo alla fine, a quella brutta fine, per la precisione, a quella fine pessima..
e grida sono diventate le parole, e birilli eravamo io e claudio nel pogo generale, in cui" spallate di energumeni carezze divenivano" perkè nell'estasi della canzone danzavamo la nostra impossibile danza, invasati, come baccanti forsennate e senza un briciolo ormai di controllo su sè stessi..-l'alcool aveva fatto il resto-
il palco del rolling stone ci accoglie e ci abbandoniamo all'ennesimo bicchiere, ci sentiamo lungimiranti e nei suoi occhi vedo la mia stessa luce, luce di rum e felicità , quella felicità che si misura a bicchieri, e che per lo meno facendoti perdere il senso della vita te lo regala in semplici istanti che poi bruciano velocissimi, nel momento dopo in cui, come adesso, li ricordi.
ma oggi sto bene, grazie, risponderò a tutti quelli ke me lo kiedono..
e baci per tutte quelle facce ke spariranno presto dalla mia testa, e che il ricordo contribuirà a spogliare da qualsiasi sentimento, sia esso dolore, rimpianto, rimorso, rabbia, solitudine, malinconia.
guardo claudio, al mondo c'è qualcuno che è me, non ho bisogno di specchi, lo so, lo sa anche lui,siamo sul palco adesso, non scenderemo mai.
non siamo soli.
non lo saremo.
mai piu'.
giovedì 5 gennaio 2006
Tristezza..tristezza..tristezza
Vorrei imparare dal vento a respirare, dalla pioggia a cadere,
dalla corrente a portare le cose dove non vogliono andare
e avere la pazienza delle onde di andare e venire, ricominciare a fluire.
Un aereo passa veloce e io mi fermo a pensare
a tutti quelli che partono,
scappano o sono sospesi
per giorni, mesi, anni
in cui ti senti come uno che si è perso
tra obbiettivi ogni volta più grandi.
Succede perché,
in un instante tutto il resto
diventa invisibile,
privo di senso
e irraggiungibile per me,
succede perché
fingo
che va sempre tutto bene
ma non lo penso
in fondo.
Torneremo ad avere più tempo,
e a camminare
per le strade che abbiamo scelto,
che a volte fanno male,
per avere la pazienza delle onde di andare e venire, e non riesci a capire .
Succede perché,
in un instante tutto il resto
diventa invisibile,
privo di senso
e irraggiungibile per me,
succede anche se
il vento
porta tutto via con se,
vivendo
ricominciare a fluire
ricominciare a fluire
ricominciare a fluire
ricominciare a fluire .
non ho la forza, il tempo, la voglia di scrivere.
gli eventi si accumulano e mi calpestano.
soccombo all'assedio dei giorni che si rincorrono...ma questa canzone è abbastanza esplicativa del mio stato d'animo attuale.
Ovviamente per chi non l'ha ancora capito ci sono esami in vista, (quale periodo migliore per andarsene sotto nella maniera piu' sdolcinata possibile!!!...)
provate a indovinare la mia playlist del momento...
chiudo qua, adesso c'è pure BLackout dei Muse...sto davvero "con le ali in coma"..
a presto, buon anno a tutti.
e che qualcuno mi porti fortuna!!
smack.
dalla corrente a portare le cose dove non vogliono andare
e avere la pazienza delle onde di andare e venire, ricominciare a fluire.
Un aereo passa veloce e io mi fermo a pensare
a tutti quelli che partono,
scappano o sono sospesi
per giorni, mesi, anni
in cui ti senti come uno che si è perso
tra obbiettivi ogni volta più grandi.
Succede perché,
in un instante tutto il resto
diventa invisibile,
privo di senso
e irraggiungibile per me,
succede perché
fingo
che va sempre tutto bene
ma non lo penso
in fondo.
Torneremo ad avere più tempo,
e a camminare
per le strade che abbiamo scelto,
che a volte fanno male,
per avere la pazienza delle onde di andare e venire, e non riesci a capire .
Succede perché,
in un instante tutto il resto
diventa invisibile,
privo di senso
e irraggiungibile per me,
succede anche se
il vento
porta tutto via con se,
vivendo
ricominciare a fluire
ricominciare a fluire
ricominciare a fluire
ricominciare a fluire .
non ho la forza, il tempo, la voglia di scrivere.
gli eventi si accumulano e mi calpestano.
soccombo all'assedio dei giorni che si rincorrono...ma questa canzone è abbastanza esplicativa del mio stato d'animo attuale.
Ovviamente per chi non l'ha ancora capito ci sono esami in vista, (quale periodo migliore per andarsene sotto nella maniera piu' sdolcinata possibile!!!...)
provate a indovinare la mia playlist del momento...
chiudo qua, adesso c'è pure BLackout dei Muse...sto davvero "con le ali in coma"..
a presto, buon anno a tutti.
e che qualcuno mi porti fortuna!!
smack.
venerdì 9 dicembre 2005
Malinconia
un anno fa...come vanno via in fretta il tempo e i ricordi, e con essi, il volto delle persone care e amiche...
come una gigantesca nuvola di polvere che tutto avvolge meno che la tua ombra
-sembra di vivere una nebbia.
mi manca la mia donna...la mia ballerina. Forse l'ho amata, forse no, ma pagherei per tornare indietro a quei pomeriggi in cui i confini erano così labili tra i sentimenti che credevo fossimo la stessa persona che per comodità si era scissa in due (o in quattro, essendo ME e IO i capisaldi della mia teoria sull'umano- santo Freud!)
adesso avrei voluto le sue mani, i suoi abbracci, un pò della sua forza e della sua dolcezza, che sempre impeccabilmente le disegnava il viso angelico con un sorriso.
lei era me e io lei, una comunione mai piu' ritrovata con nessun'altra persona a questo mondo, unico il modo di pensare, identiche le nostre vite, tant'è che ci saremmo potute definire sorelle, mogli o madri l'una dell'altra.
un anno fa -ricordo benissimo- ero appena entrata in casa. il tempo di sorprendere quel corpo che danzava, e danzando disegnava tutt'intorno l'armonia di forme perfette e sicure, che solo grazie a lei acquistavano la dignità di oggetti e spazi e volumi.
Sulla porta, le buste della spesa in mano, immobile, incantanta dalla poesia che veniva fuori da quella piccola donna, avevo iniziato a piangere.
piangevo via il dolore e la sofferenza figlie dell'incertezza..a sua volta generata da quella volontà di non scegliere- e l'anno scorso, di questi tempi, stavo per fare una scelta a suo modo rilevante tra cuore e cervello-...
non vi siete mai fatti prendere da un corpo che balla? non sembra un miracolo, la semplicità di gesti armonici che penetra in ogni singolo atomo del corpo e rapisce, e commuove, nel momento stesso in cui sentiamo che a dispetto della leggerezza che ci sta davanti, noi siamo pesanti, e stanchi eppure in qugli istanti saremmo capaci persino di improvvisare un volo ,scomposto e sgraziato, ma pur sempre un volo?
vorrei tornare indietro a quel giorno, in cui ho scoperto che un piccolo cuore può beffarsi di Galieleo e Newton, e degli anni spesi a misurare leggi di gravità e peso dei corpi.
Perchè lei volava, e insieme al suo ricordo, anche la mia mente adesso fa lo stesso, regalandole il piu' dolce dei saluti.
mi manchi, amica mia. mi manchi da morire.
come una gigantesca nuvola di polvere che tutto avvolge meno che la tua ombra
-sembra di vivere una nebbia.
mi manca la mia donna...la mia ballerina. Forse l'ho amata, forse no, ma pagherei per tornare indietro a quei pomeriggi in cui i confini erano così labili tra i sentimenti che credevo fossimo la stessa persona che per comodità si era scissa in due (o in quattro, essendo ME e IO i capisaldi della mia teoria sull'umano- santo Freud!)
adesso avrei voluto le sue mani, i suoi abbracci, un pò della sua forza e della sua dolcezza, che sempre impeccabilmente le disegnava il viso angelico con un sorriso.
lei era me e io lei, una comunione mai piu' ritrovata con nessun'altra persona a questo mondo, unico il modo di pensare, identiche le nostre vite, tant'è che ci saremmo potute definire sorelle, mogli o madri l'una dell'altra.
un anno fa -ricordo benissimo- ero appena entrata in casa. il tempo di sorprendere quel corpo che danzava, e danzando disegnava tutt'intorno l'armonia di forme perfette e sicure, che solo grazie a lei acquistavano la dignità di oggetti e spazi e volumi.
Sulla porta, le buste della spesa in mano, immobile, incantanta dalla poesia che veniva fuori da quella piccola donna, avevo iniziato a piangere.
piangevo via il dolore e la sofferenza figlie dell'incertezza..a sua volta generata da quella volontà di non scegliere- e l'anno scorso, di questi tempi, stavo per fare una scelta a suo modo rilevante tra cuore e cervello-...
non vi siete mai fatti prendere da un corpo che balla? non sembra un miracolo, la semplicità di gesti armonici che penetra in ogni singolo atomo del corpo e rapisce, e commuove, nel momento stesso in cui sentiamo che a dispetto della leggerezza che ci sta davanti, noi siamo pesanti, e stanchi eppure in qugli istanti saremmo capaci persino di improvvisare un volo ,scomposto e sgraziato, ma pur sempre un volo?
vorrei tornare indietro a quel giorno, in cui ho scoperto che un piccolo cuore può beffarsi di Galieleo e Newton, e degli anni spesi a misurare leggi di gravità e peso dei corpi.
Perchè lei volava, e insieme al suo ricordo, anche la mia mente adesso fa lo stesso, regalandole il piu' dolce dei saluti.
mi manchi, amica mia. mi manchi da morire.
mercoledì 30 novembre 2005
Te quiero mucho
lettera semiseria che un amico fantastico ha lasciato sul comodino della mia camera...dopo una settimana di delirio puro trascorsa a Milano...sempre in giro, a fottersene della gente e delle sue banalità, delle persone senza vizi ma nemmeno virtu', perchè per essere troppo perfetti devi per forza sbagliare almeno un volta nella vita..e chi non l'ha mai fatto è un vigliacco, o un insensato, e un sano imbecille buonista del kazzo.
ad ogni modo..
" da quando ci siamo imposti che la vita non ci avrebbe piu' spaventato, è la stessa che aveva smesso di darci pena.. perchè contemporaneamente si cresceva senza snaturarsi!!
E' un pò la nostra storia..che dopo aver fatto giri immensi(proprio come i grandi amori) compie la quadratura del cerchio qui a Milano. I giorni incerti e rocamboleschi appena trascorsi siglano ancora una volta un ricordo indelebile che ci unisce.
L' ennesimo di una serie infinita che non si ferma mai..che crei tu, che creiamo noi sulle ali di chi sa sempre, alla fine, il fatto suo.
Forse siamo fatti per vivere insieme...forse è impossibile il contrario. Se l'intesa è una cosa preponderante in una scelta del genere, beh, allora siamo a posto!!
Sono stato da dio..e comunque una piccola postilla la meriti:
sei straordinaria, e ti ho ritrovato come avrei voluto.
Non siamo mai stati così belli..le vite di anime tormentate sono quelle che forgiano di piu'..
sono quelle che ci appartengono dandoci la consapevolezza della nostra tenera forza quotidiana.
WITH YOUR FEET IN THE AIR AND YOUR HEAD IN THE GROUND..U TRY THIS TRICK AND SPIN IT, YEAH..YOUR HEAD WILL COLLAPSE, AND IF THERE'S NOTHING IN IT, YOU WILL ASK YUORSELF..WHERE IS MY MIND???
dedicato te, il mio epicentro."
La vita continua a scorrere come un fiume d'estate..arranco, ma la forza dei veri amici è il miglior corroborante mai inventato a questo mondo.
per KALAO: sei eccezionale, e io ti dovrò sempre tanto.
e ti adoro, "con ogni poro della mia pelle".
ad ogni modo..
" da quando ci siamo imposti che la vita non ci avrebbe piu' spaventato, è la stessa che aveva smesso di darci pena.. perchè contemporaneamente si cresceva senza snaturarsi!!
E' un pò la nostra storia..che dopo aver fatto giri immensi(proprio come i grandi amori) compie la quadratura del cerchio qui a Milano. I giorni incerti e rocamboleschi appena trascorsi siglano ancora una volta un ricordo indelebile che ci unisce.
L' ennesimo di una serie infinita che non si ferma mai..che crei tu, che creiamo noi sulle ali di chi sa sempre, alla fine, il fatto suo.
Forse siamo fatti per vivere insieme...forse è impossibile il contrario. Se l'intesa è una cosa preponderante in una scelta del genere, beh, allora siamo a posto!!
Sono stato da dio..e comunque una piccola postilla la meriti:
sei straordinaria, e ti ho ritrovato come avrei voluto.
Non siamo mai stati così belli..le vite di anime tormentate sono quelle che forgiano di piu'..
sono quelle che ci appartengono dandoci la consapevolezza della nostra tenera forza quotidiana.
WITH YOUR FEET IN THE AIR AND YOUR HEAD IN THE GROUND..U TRY THIS TRICK AND SPIN IT, YEAH..YOUR HEAD WILL COLLAPSE, AND IF THERE'S NOTHING IN IT, YOU WILL ASK YUORSELF..WHERE IS MY MIND???
dedicato te, il mio epicentro."
La vita continua a scorrere come un fiume d'estate..arranco, ma la forza dei veri amici è il miglior corroborante mai inventato a questo mondo.
per KALAO: sei eccezionale, e io ti dovrò sempre tanto.
e ti adoro, "con ogni poro della mia pelle".
lunedì 14 novembre 2005
I CANTI DEL RITORNO
Fine settimana a Parma..
ebbene sì, ogni tanto è giusto staccare un attimo la spina, rivedere vecchie facce che sono sempre le stesse, la mia Fra sempre splendida- e sempre piu' sconvolta !! e gli amici direttamente "dallu Salenthu"...
L'erba è sempre buona, il vino scende che è un piacere, la settimana scorsa ho avuto l'ultima colica ma stranamente lo stomaco stasera non mi fa male, anzi...
lo metto alla prova con untissime crick crock , pistacchi e lambrusco ma mi regge, -strano quanto possa fare la tranquillità piu' degli psicofarmaci e dei continui antispasmici...
Venerdì serata di pizzica, la strada è lunga e a piedi, ma i due litri di vino nella bottiglia svuotata della Ferrarelle ci aiuteranno...(il vino nella bottiglia di plastica, giustificato dalla sola presenza di cinque terroni...non perdiamo mai le sane abitudini del risparmio e del lyfestyle alla centro scociale..)
Si va all' XXL, serata di pizzica, gente ubriaca per strada, noi arzillissimi al suono del tamburello e dei canti popolari...peccato per l'ingresso, é a pagamento e il casch non ci aiuta di certo..giu' allora per la casa occupata..il tutto rigorosamente a piedi , fumando e senza un goccio d'acqua!
alle 4 e mezza siamo di ritorno, stanche ma felici, e il letto fa da supporto al delirio notturno...frasi disconnesse si mescolano ai ricordi sui banchi di scuola, e i diari con le minchiate di cui li riempivamo ci sembrano appartenere a persone che forse non siamo piu'.. strano vedere quanta energia e quanta vita avevi appena tre, quattro anni fa, essì ke il mondo non ti sorrideva neanche in quell'occasione, ma con una mano amica potevi trovare il coraggio di girare una, due, cento pagine...
Abbracci, e ridacchiate nel cuore della notte, effetto dei fumi alcolici e non, i Cure di sottofondo..
buonanotte.
il sabato è una sveglia strana, anche per l'orario che non è esattamente il primo mattino...la giornata è altrettanto strana, ho bisogno di diverse ore per riprendermi e convicermi a uscire..
abbiamo messo piede fuori di casa alle 6 di pomeriggio, saltando a piè pari colazione e pranzo( si, lo confesso, mezza barretta di galak l'ho magnata, ma ero in kimika!!)
Serata a casa, il canovaccio è sempre lo stesso, magnare-ridere-bere-fumare...
guardiamo Mullholland Drive del geniale Linch, è la mia terza visione quindi posso permettermi di crollare addormentata sul divano per i tre quarti del film...sveglia solo quando c'è il giro...
L'ultimo saluto stamattina, tristezza e una vena di malinconia, ma non ho tempo per commuovermi perchè perdo due autobus e l'unica è farsela a piedi fino alla stazione..
mi accompagna Francesco, e parliamo delle vacanze in Salento, della pizzica e del vino di Gallipoli...caffè, sigaretta, e due baci...un grazie frettoloso, mentre già salivo sull'interregionale..
Ed ora di nuovo qua.
Solito mondo, fatto delle sicurezze che ti sei saputa costruire fino ad oggi.
Casa sua, pc acceso e musica, a raccontare tra i baci il tutto e il niente di questi due giorni...
Forse dovevamo allontanarci un attimo per assaporare la felicità intangibile delle piccole cose che ci circondano: io , tu, i tuoi disegni e i miei capricci, e poi i sorrisi, e finalmente l'ansia di questi ultimi giorni che si allontana..il nostro bene cresce in maniera esponenziale, mi sento sikura tra le tue braccia, e non mi importa di essere bimba, o donna, mi piace essere semplicmente Me e sapere che, come mi hai sussurrato, MiAMi"TUTTA".
ebbene sì, ogni tanto è giusto staccare un attimo la spina, rivedere vecchie facce che sono sempre le stesse, la mia Fra sempre splendida- e sempre piu' sconvolta !! e gli amici direttamente "dallu Salenthu"...
L'erba è sempre buona, il vino scende che è un piacere, la settimana scorsa ho avuto l'ultima colica ma stranamente lo stomaco stasera non mi fa male, anzi...
lo metto alla prova con untissime crick crock , pistacchi e lambrusco ma mi regge, -strano quanto possa fare la tranquillità piu' degli psicofarmaci e dei continui antispasmici...
Venerdì serata di pizzica, la strada è lunga e a piedi, ma i due litri di vino nella bottiglia svuotata della Ferrarelle ci aiuteranno...(il vino nella bottiglia di plastica, giustificato dalla sola presenza di cinque terroni...non perdiamo mai le sane abitudini del risparmio e del lyfestyle alla centro scociale..)
Si va all' XXL, serata di pizzica, gente ubriaca per strada, noi arzillissimi al suono del tamburello e dei canti popolari...peccato per l'ingresso, é a pagamento e il casch non ci aiuta di certo..giu' allora per la casa occupata..il tutto rigorosamente a piedi , fumando e senza un goccio d'acqua!
alle 4 e mezza siamo di ritorno, stanche ma felici, e il letto fa da supporto al delirio notturno...frasi disconnesse si mescolano ai ricordi sui banchi di scuola, e i diari con le minchiate di cui li riempivamo ci sembrano appartenere a persone che forse non siamo piu'.. strano vedere quanta energia e quanta vita avevi appena tre, quattro anni fa, essì ke il mondo non ti sorrideva neanche in quell'occasione, ma con una mano amica potevi trovare il coraggio di girare una, due, cento pagine...
Abbracci, e ridacchiate nel cuore della notte, effetto dei fumi alcolici e non, i Cure di sottofondo..
buonanotte.
il sabato è una sveglia strana, anche per l'orario che non è esattamente il primo mattino...la giornata è altrettanto strana, ho bisogno di diverse ore per riprendermi e convicermi a uscire..
abbiamo messo piede fuori di casa alle 6 di pomeriggio, saltando a piè pari colazione e pranzo( si, lo confesso, mezza barretta di galak l'ho magnata, ma ero in kimika!!)
Serata a casa, il canovaccio è sempre lo stesso, magnare-ridere-bere-fumare...
guardiamo Mullholland Drive del geniale Linch, è la mia terza visione quindi posso permettermi di crollare addormentata sul divano per i tre quarti del film...sveglia solo quando c'è il giro...
L'ultimo saluto stamattina, tristezza e una vena di malinconia, ma non ho tempo per commuovermi perchè perdo due autobus e l'unica è farsela a piedi fino alla stazione..
mi accompagna Francesco, e parliamo delle vacanze in Salento, della pizzica e del vino di Gallipoli...caffè, sigaretta, e due baci...un grazie frettoloso, mentre già salivo sull'interregionale..
Ed ora di nuovo qua.
Solito mondo, fatto delle sicurezze che ti sei saputa costruire fino ad oggi.
Casa sua, pc acceso e musica, a raccontare tra i baci il tutto e il niente di questi due giorni...
Forse dovevamo allontanarci un attimo per assaporare la felicità intangibile delle piccole cose che ci circondano: io , tu, i tuoi disegni e i miei capricci, e poi i sorrisi, e finalmente l'ansia di questi ultimi giorni che si allontana..il nostro bene cresce in maniera esponenziale, mi sento sikura tra le tue braccia, e non mi importa di essere bimba, o donna, mi piace essere semplicmente Me e sapere che, come mi hai sussurrato, MiAMi"TUTTA".
mercoledì 2 novembre 2005
FOTTITI
So che questo post sarà aberrante, probabilmente squalificante, ma credo che scrivere prima ancora che sublime per la capacità espressiva del mezzo di comunicazione, sia eccezionale per la grande opportunità psicoteraputica insita nel vomitare parole che altrimenti continuerebbbero a sonnecchiare nel mio stomaco rivoltandolo non appena si ridestino un pò.
e allora vomitiamole ste parole, per tutta la gente falsa e ipocrita che rode dentro e vorrebbe quello che tu hai, ma disgraziatamente non può e si accontenta di mezzucci da quattordicenne per recuperare brandelli di una storia che non esiste più.
eih dico a te,
non vedi come sei ridicola, nei tuoi squallidi tentativi di approccio -peraltro tristissimi- con cui credi di ritagliarti un angolo di eden che non ti è concesso?
non capisici quanto può essere triste una persona che dice di aver dimenticato e nel frattempo continua a sputare sentenze bagnate di quei rimorsi e rimpianti che ti porti dietro ormai da circa tre anni?
pensi di essere un gran donna, vuoi convincerti che la storia in corso finirà..bene, io questo ti concedo di sperarlo, perchè anche ai poveri di spirito Dio o chi per lui ha regalato il beneficio della speranza.
ma..per favore: risparmiati di recitare ancora la parte della fanciulla dal cuore infranto dipingendomi come una "ragazzina viziata " o piuttosto "facile" o quant'altro...perchè della mia vita non si parla...
quantomeno non può parlarne una persona talemente piccola e insignificante da doversi mettere in ridicolo per essere degnata di uno sguardo- anke quello , aihmè, di compassione.
e visto che io sono l'incoerente tra le due, e tu la donna in carriera, allora ti prego:
non circuirmi più. non cercare il dialogo con me se poi affermi di odiarmi...e soprattutto: sei anke una povera ingenua che non riesce a capire che tutto ciò che possa raccontarti di me, o di lui, o di noi ..
è studiato apposta per farti rigirare le budella a dovere.
Cosa che succede, perchè come vedo i risultati ci sono...eccome se ci sono!!!
Continua pure a lamentrati del tuo "quasi-matrimonio fallito", che ai k..miei ci penso io.
e per il resto...
FOTTITI.
p.s.kiedo scusa a tutti ma quando ce vò ce vò
e allora vomitiamole ste parole, per tutta la gente falsa e ipocrita che rode dentro e vorrebbe quello che tu hai, ma disgraziatamente non può e si accontenta di mezzucci da quattordicenne per recuperare brandelli di una storia che non esiste più.
eih dico a te,
non vedi come sei ridicola, nei tuoi squallidi tentativi di approccio -peraltro tristissimi- con cui credi di ritagliarti un angolo di eden che non ti è concesso?
non capisici quanto può essere triste una persona che dice di aver dimenticato e nel frattempo continua a sputare sentenze bagnate di quei rimorsi e rimpianti che ti porti dietro ormai da circa tre anni?
pensi di essere un gran donna, vuoi convincerti che la storia in corso finirà..bene, io questo ti concedo di sperarlo, perchè anche ai poveri di spirito Dio o chi per lui ha regalato il beneficio della speranza.
ma..per favore: risparmiati di recitare ancora la parte della fanciulla dal cuore infranto dipingendomi come una "ragazzina viziata " o piuttosto "facile" o quant'altro...perchè della mia vita non si parla...
quantomeno non può parlarne una persona talemente piccola e insignificante da doversi mettere in ridicolo per essere degnata di uno sguardo- anke quello , aihmè, di compassione.
e visto che io sono l'incoerente tra le due, e tu la donna in carriera, allora ti prego:
non circuirmi più. non cercare il dialogo con me se poi affermi di odiarmi...e soprattutto: sei anke una povera ingenua che non riesce a capire che tutto ciò che possa raccontarti di me, o di lui, o di noi ..
è studiato apposta per farti rigirare le budella a dovere.
Cosa che succede, perchè come vedo i risultati ci sono...eccome se ci sono!!!
Continua pure a lamentrati del tuo "quasi-matrimonio fallito", che ai k..miei ci penso io.
e per il resto...
FOTTITI.
p.s.kiedo scusa a tutti ma quando ce vò ce vò
lunedì 24 ottobre 2005

uffaaaa....mi manca casa mia
e questo è uno scorcio
dei
Sassi , dove il caro Mel Gibson ha pensato bene di girare "The passion"...
e prima di lui altri illustri signori...tra cui Pier Paolo Pasolini...
passi per tutto...non sono importanti per questo, per me, ma perchè sono la mia storia e la mia casa, la mia terra e le mie radici...e nostalgicamente me li riguardo...
e non guardo dalla finestra fino a domani...i palazzi sono troppo alti e grigi qua..e io sto per soffocare.
venerdì 23 settembre 2005
Le "VERANDE" del professore
merda intorno a me, merda dappertutto.
ecco, di nuovo pallide giornate senza senso, piene solo di quel groviglio di pensieri inutili in cui ti perdi per la sottile e nascosta vena masochista che ti appartiene, e ti vuole fare arrabbiare per forza per stupidaggini.
voglio a tal proposito commentare la situazione in cui galleggio adesso parafrasando una lezione di Baricco in city, -lezione di nome e di fatto,in quanto parole messe in bocca al professor Bandini ma di una tale sconcertante verità da sputtanarti in una sorta di poesia in prosa quello che siamo, e che saremo, e che siamo stati.
premetto che l'immagine che il prof. ha della condizione umana è la seguente:
"gli uomini hanno case, ma sono verande", ovvero che " gli uomini stanno sulla veranda della propria vita(esuli quindi da se stessi) e che questo è l'unico modo possibile per loro di difendere la propria vita dal mondo, giacchè se solo si azzardassero a rientrare in casa (e ad essere se stessi, dunque) immediatamente quella casa.. si trasformerebbe in trappola mortale, ragion per cui la gente si affretta ad uscire sulla veranda ( e dunque da sè stessa) riprendendo posizione là dove solo le è dato di arrestare l'invasione del mondo, salvando quanto meno l'idea di una propria casa, pur nella rassegnazione di saper , quella casa, inabitabile".
da qui l'invito sacro come un comandamento di pensare e farsi ognuno un piccolo esame di coscienza, e cercare di essere quantomeno un pò più onesti, se non altro con noi stessi.
chiuderei con la fervida e amara riflessione dello stesso professore- che io adoro anche se so che è di carta e inchiostro-
"..se ci pensi, pensa alle case vuote, a centinaia, dietro la facia della gente, alle spalle di ogni veranda, migliaiai di case perfettamente in ordine, e vuote, pensa l'aria lì dentro, e gli oggetti
, la luce che cambia, tutto che accade per nessuno, luoghi orfani, loro che sarebbero I LUOGHI, gli unici veri, ma quella curiosa urbanistica del destino li ha immaginati come tarlature del mondo, incavi abbandonati sotto la superficie della coscienza, se ci pensi, che mistero ne è di loro, dei luoghi veri, del mio luogo vero, dove sono finito IO mentre ero qui a difendermi, non ti succede mai di chiedertelo?, chissà come sto IO?, mentre tu sei lì a dondolare, a riparare pezzi di tetto, a lucidare il tuo fucile e salutare la gente che passa, di colpo, ti viene in mente quella domanda
chissà come sto, IO?
vorrei sapere solo questo
come sto IO?
qualcuno sa se sono buono , o vecchio, qualcuno sa se sono VIVO?"
io mi sa che ogni tanto un salto in casa lo faccio, - e lo faccio fare-anche se fa male.
adesso però fatemi entrare anche voi, sono stanca di dondolare sulle vostre sedie di legno bevendo bocce di vino e giocando a carte per scampare alla noia.
ecco, di nuovo pallide giornate senza senso, piene solo di quel groviglio di pensieri inutili in cui ti perdi per la sottile e nascosta vena masochista che ti appartiene, e ti vuole fare arrabbiare per forza per stupidaggini.
voglio a tal proposito commentare la situazione in cui galleggio adesso parafrasando una lezione di Baricco in city, -lezione di nome e di fatto,in quanto parole messe in bocca al professor Bandini ma di una tale sconcertante verità da sputtanarti in una sorta di poesia in prosa quello che siamo, e che saremo, e che siamo stati.
premetto che l'immagine che il prof. ha della condizione umana è la seguente:
"gli uomini hanno case, ma sono verande", ovvero che " gli uomini stanno sulla veranda della propria vita(esuli quindi da se stessi) e che questo è l'unico modo possibile per loro di difendere la propria vita dal mondo, giacchè se solo si azzardassero a rientrare in casa (e ad essere se stessi, dunque) immediatamente quella casa.. si trasformerebbe in trappola mortale, ragion per cui la gente si affretta ad uscire sulla veranda ( e dunque da sè stessa) riprendendo posizione là dove solo le è dato di arrestare l'invasione del mondo, salvando quanto meno l'idea di una propria casa, pur nella rassegnazione di saper , quella casa, inabitabile".
da qui l'invito sacro come un comandamento di pensare e farsi ognuno un piccolo esame di coscienza, e cercare di essere quantomeno un pò più onesti, se non altro con noi stessi.
chiuderei con la fervida e amara riflessione dello stesso professore- che io adoro anche se so che è di carta e inchiostro-
"..se ci pensi, pensa alle case vuote, a centinaia, dietro la facia della gente, alle spalle di ogni veranda, migliaiai di case perfettamente in ordine, e vuote, pensa l'aria lì dentro, e gli oggetti
, la luce che cambia, tutto che accade per nessuno, luoghi orfani, loro che sarebbero I LUOGHI, gli unici veri, ma quella curiosa urbanistica del destino li ha immaginati come tarlature del mondo, incavi abbandonati sotto la superficie della coscienza, se ci pensi, che mistero ne è di loro, dei luoghi veri, del mio luogo vero, dove sono finito IO mentre ero qui a difendermi, non ti succede mai di chiedertelo?, chissà come sto IO?, mentre tu sei lì a dondolare, a riparare pezzi di tetto, a lucidare il tuo fucile e salutare la gente che passa, di colpo, ti viene in mente quella domanda
chissà come sto, IO?
vorrei sapere solo questo
come sto IO?
qualcuno sa se sono buono , o vecchio, qualcuno sa se sono VIVO?"
io mi sa che ogni tanto un salto in casa lo faccio, - e lo faccio fare-anche se fa male.
adesso però fatemi entrare anche voi, sono stanca di dondolare sulle vostre sedie di legno bevendo bocce di vino e giocando a carte per scampare alla noia.
sabato 3 settembre 2005
(para)NOIA
non sono uscita per paura di farmi del male.
non l'ho fatto per te, o per quella vaga idea di coscienza che ho nel cervello e che stanotte si sarebbe fatta viva urlandomi nell'orecchio che avevo sbagliato.
volevo forse gettarmi di nuovo nel baratro?
forse si, mi dico, ma non rieco a sentire che sapore ha, adesso, sapere che è tardi.
amaro, o infinitamente dolce, di quella dolcezza che proviamo quando sappiamo di essere a posto con noi stessi, la stessa che sentono i bambini quando la mano sicura del papà li afferra e li tira via dal pericolo...-e il tuo pensiero in questo caso, sarebbe poprio quella mano..-?
al diavolo, discorso inutile.
perchè voglio farlo?PERCHè VOLEVO FARLO?
per potermi dire: ecco, l'hai fatto.
per il brivido di una conquista? per lasciarmi morire per paura della morte? per impedire al mio cervello di pensare? per sentire che sono più forte delle mie stesse paure, anche se il cuore pulsa e la notte non è sonno leggero ma una battaglia tra lenzuola sempre più umide, tempie madide e occhi che non si chiudono se non l'indomani a mezzogiorno?Per gridare FANCULO, CHISSENEFREGA io STO BENE COSì ?
voglio poter gridare aiuto, ma abbastanza silenziosamente per sentirlo solo io.
perchè non capisco più quale demonio c'è dentro, perchè sento quelle dannate voci che mi dicono -coraggio, l'hai fatto e lo farai ancora!, perchè alla fine sfiancata da desideri che come cavalli impazziti mi tirano l'anima in direzioni diametralmente opposte DORMIRE, ecco cosa vorrei, in un tempo che non abbia spazio e rumore.
e vomito, e sangue e occhi stanchi e gialli sono diventata.
e intanto la partenza si riavvicina, un terribile spauracchio.
ed è già tardi, e tutto è troppo grande ad essere compreso.
SILENZIO.
non l'ho fatto per te, o per quella vaga idea di coscienza che ho nel cervello e che stanotte si sarebbe fatta viva urlandomi nell'orecchio che avevo sbagliato.
volevo forse gettarmi di nuovo nel baratro?
forse si, mi dico, ma non rieco a sentire che sapore ha, adesso, sapere che è tardi.
amaro, o infinitamente dolce, di quella dolcezza che proviamo quando sappiamo di essere a posto con noi stessi, la stessa che sentono i bambini quando la mano sicura del papà li afferra e li tira via dal pericolo...-e il tuo pensiero in questo caso, sarebbe poprio quella mano..-?
al diavolo, discorso inutile.
perchè voglio farlo?PERCHè VOLEVO FARLO?
per potermi dire: ecco, l'hai fatto.
per il brivido di una conquista? per lasciarmi morire per paura della morte? per impedire al mio cervello di pensare? per sentire che sono più forte delle mie stesse paure, anche se il cuore pulsa e la notte non è sonno leggero ma una battaglia tra lenzuola sempre più umide, tempie madide e occhi che non si chiudono se non l'indomani a mezzogiorno?Per gridare FANCULO, CHISSENEFREGA io STO BENE COSì ?
voglio poter gridare aiuto, ma abbastanza silenziosamente per sentirlo solo io.
perchè non capisco più quale demonio c'è dentro, perchè sento quelle dannate voci che mi dicono -coraggio, l'hai fatto e lo farai ancora!, perchè alla fine sfiancata da desideri che come cavalli impazziti mi tirano l'anima in direzioni diametralmente opposte DORMIRE, ecco cosa vorrei, in un tempo che non abbia spazio e rumore.
e vomito, e sangue e occhi stanchi e gialli sono diventata.
e intanto la partenza si riavvicina, un terribile spauracchio.
ed è già tardi, e tutto è troppo grande ad essere compreso.
SILENZIO.
venerdì 2 settembre 2005
Per me
male...male e basta.
erano anni luce che non scrivevo. non c'era il tempo, la voglia, la fantasia di mettere su carta la quotidianità di lacrime scontate, di banali capricci da bambina viziata, di sorrisi che più ti sforzi di regalarli in giro più ti rendo conto di quanto siano falsi, e di quanto sia falsa tu.
naturale che nel silenzio, quando ti ritrovi da sola con la tua ombra, i tuoi demoni urlano risposte che tu fingi di non sentire.. e si risveglia quel tuo spirito sempre sopito, la voglia di continuare a vivertela così, senza una meta e un obiettivo perchè tanto il senso di questa pseudo-crescita mica lo capisci..
e in culo ai benpensanti, a chi non ha vissuto come te e che quindi ha dalla sua il fatto di essere una persona troppo normale per capire che dentro bruci, che c'è quel qualcosa che non hai mai spento del tutto, l'hai solo nascosto per bene sotto il falso nome di "cambiamento", e appena si risveglia ti procura quel disagio, quando ti guardi allo specchio, e non riesci a toglierti di dosso lo stereotipo che la gente ti ha incollato sul viso, quello della testa-di-kazzo-ke però-in-fondo-è-buona-e-crescendo-ha-capito-che-non-si-può-vivere-di-sesso-droga-e-rock'nroll...cosa è alla fine farsi del male, se anche i giorni che trascorri inutilmente a cercare di raccontarti una possibile realtà che ti renda le cose più semplici, o forse più controllabili, non basta a farti sentire una "persona" ?
e basta con con chi dice che mi vuole bene e mi dice di fare questo e non fare quello per il "mio bene"...nessuno sa cos'è il "mio bene", nessuno può o vuole saperlo, nemmeno io , quindi pregherei anche Dio di lasciarmi scegliere da sola la mia condanna, senza timore di incorrere in sentenziosità e cenni di disapprovazione da altri qualsiasi.
mi rendo conto che questa apologia semiseria per la mia anima non mi farà uscire indenne, ma nulla adesso è più importante, nemmeno scrivere queste righe infarcite di non-sensi per permettere all'anima di alleggerirsi il tanto che basta a farmi chiudere gli occhi stanotte.
ho solo voglia di scappare.perchè tutto questo è troppo, ma è anche oramai troppo poco.
perchè ho bisogno di costruirmi la mia vita da qualche altra parte, senza barriere di alcun tipo, in un posto abbastanza lontano per non farmi riconoscere da nessuno, e sentire che tutta l'amarezza di questo momenti svanisce, alla fine, finalmente, finita..
voglio andare via da tutto. voglio trovare me stessa. camminando a piedi nudi su altre strade,
infinite e sconosciute, giocare a scoprire se davvero esiste anche per me una seconda occasione, verso una possibile e indefinita espiazione.
E sarà lì, e allora,
amore,
che riuscirò
finalmente
a salvarmi,
a salvarti.
erano anni luce che non scrivevo. non c'era il tempo, la voglia, la fantasia di mettere su carta la quotidianità di lacrime scontate, di banali capricci da bambina viziata, di sorrisi che più ti sforzi di regalarli in giro più ti rendo conto di quanto siano falsi, e di quanto sia falsa tu.
naturale che nel silenzio, quando ti ritrovi da sola con la tua ombra, i tuoi demoni urlano risposte che tu fingi di non sentire.. e si risveglia quel tuo spirito sempre sopito, la voglia di continuare a vivertela così, senza una meta e un obiettivo perchè tanto il senso di questa pseudo-crescita mica lo capisci..
e in culo ai benpensanti, a chi non ha vissuto come te e che quindi ha dalla sua il fatto di essere una persona troppo normale per capire che dentro bruci, che c'è quel qualcosa che non hai mai spento del tutto, l'hai solo nascosto per bene sotto il falso nome di "cambiamento", e appena si risveglia ti procura quel disagio, quando ti guardi allo specchio, e non riesci a toglierti di dosso lo stereotipo che la gente ti ha incollato sul viso, quello della testa-di-kazzo-ke però-in-fondo-è-buona-e-crescendo-ha-capito-che-non-si-può-vivere-di-sesso-droga-e-rock'nroll...cosa è alla fine farsi del male, se anche i giorni che trascorri inutilmente a cercare di raccontarti una possibile realtà che ti renda le cose più semplici, o forse più controllabili, non basta a farti sentire una "persona" ?
e basta con con chi dice che mi vuole bene e mi dice di fare questo e non fare quello per il "mio bene"...nessuno sa cos'è il "mio bene", nessuno può o vuole saperlo, nemmeno io , quindi pregherei anche Dio di lasciarmi scegliere da sola la mia condanna, senza timore di incorrere in sentenziosità e cenni di disapprovazione da altri qualsiasi.
mi rendo conto che questa apologia semiseria per la mia anima non mi farà uscire indenne, ma nulla adesso è più importante, nemmeno scrivere queste righe infarcite di non-sensi per permettere all'anima di alleggerirsi il tanto che basta a farmi chiudere gli occhi stanotte.
ho solo voglia di scappare.perchè tutto questo è troppo, ma è anche oramai troppo poco.
perchè ho bisogno di costruirmi la mia vita da qualche altra parte, senza barriere di alcun tipo, in un posto abbastanza lontano per non farmi riconoscere da nessuno, e sentire che tutta l'amarezza di questo momenti svanisce, alla fine, finalmente, finita..
voglio andare via da tutto. voglio trovare me stessa. camminando a piedi nudi su altre strade,
infinite e sconosciute, giocare a scoprire se davvero esiste anche per me una seconda occasione, verso una possibile e indefinita espiazione.
E sarà lì, e allora,
amore,
che riuscirò
finalmente
a salvarmi,
a salvarti.
mercoledì 25 maggio 2005
Sono solo STANCA
Sono stanca, ma stanca davvero.
Stanca perchè fuori uno pseudo sole continua a splendere e inonda tutto di una luce bianca che acceca...e io invece mi acceco sul bianco di fogli da scrivere e pagine da leggere...
Stanca della pochezza delle persone che ci sono intorno a me, che mi riempiono anima e corpo col loro niente e con i loro discorsi fatti di aria, tanto che poi non riesco mai a capire dove finisca il loro vuoto e dove inizi il mio..
Stanca di gente che credo più matura perchè anagraficamente più grande di me, e invece scopro sempre più fragile, sempre più effimera, sempre più piena di quelle preoccupazioni senza significato e ragione, che vive di sogni come fosse in terza elementare, il cui unico pensiero è stupire, shockare, sperimentare, sbuffare, attirare l'attenzione e lamentarsi di tutto e tutti, rimpiangendo un passato che non è meno falso di quanto sia il presente.
Ma non tocca a me dispensare giudizi, e sì che sono bene pronta a parlare perchè la lingua, purtroppo o per fortuna, ce l'ho lunga pure io...
Forse il problema invece sono io.
Non è vittimismo.E' semplice analisi.(o psicoanalisi?)
Non so, non so niente, sarà perchè anche se sono sveglia le mie palpebre divengono pesanti ogni minuto di più, sarà perchè in effetti avrei bisogno di stare magari un pò da sola.
Sola, a prendere uno ad uno i pensieri cattivi, le immagini passate e le delusioni presenti, e guardarli piano piano.
Bagnarli di pianto, magari, e poi lasciarli seccare lenti, in modo da fargli perdere consistenza..
e sentirmi leggera, perchè non lo nascondo, a volte il cuore pesa, e il tempo mi sbarra la strada, questo tempo che non si può fermare e che spaventa.
ma a che serve piangere e gridare, a cosa dimenarsi e sferrare calci, o scrivere di notte con la luce della luna, se alla gente non importa...se gli uomini più li capisci, più è difficile amarli e sentirsene parte..e non vergognarsi di appartenere ad una schiera di anime cieche, che inseguono una bandiera bianca e non hanno direzione.
Eppure sei la prima a mescolarti alla massa, perchè così è comodo.
Qualcuno ti osserva da lontano, ma tu sei un semplice volto nella folla, senza nome nè voce, e soltanto una gran pena rivelano gli occhi di colui che, rivolto a chi ti sta osservando esclama:
"non ti curar di lor, ma guarda e passa".
Stanca perchè fuori uno pseudo sole continua a splendere e inonda tutto di una luce bianca che acceca...e io invece mi acceco sul bianco di fogli da scrivere e pagine da leggere...
Stanca della pochezza delle persone che ci sono intorno a me, che mi riempiono anima e corpo col loro niente e con i loro discorsi fatti di aria, tanto che poi non riesco mai a capire dove finisca il loro vuoto e dove inizi il mio..
Stanca di gente che credo più matura perchè anagraficamente più grande di me, e invece scopro sempre più fragile, sempre più effimera, sempre più piena di quelle preoccupazioni senza significato e ragione, che vive di sogni come fosse in terza elementare, il cui unico pensiero è stupire, shockare, sperimentare, sbuffare, attirare l'attenzione e lamentarsi di tutto e tutti, rimpiangendo un passato che non è meno falso di quanto sia il presente.
Ma non tocca a me dispensare giudizi, e sì che sono bene pronta a parlare perchè la lingua, purtroppo o per fortuna, ce l'ho lunga pure io...
Forse il problema invece sono io.
Non è vittimismo.E' semplice analisi.(o psicoanalisi?)
Non so, non so niente, sarà perchè anche se sono sveglia le mie palpebre divengono pesanti ogni minuto di più, sarà perchè in effetti avrei bisogno di stare magari un pò da sola.
Sola, a prendere uno ad uno i pensieri cattivi, le immagini passate e le delusioni presenti, e guardarli piano piano.
Bagnarli di pianto, magari, e poi lasciarli seccare lenti, in modo da fargli perdere consistenza..
e sentirmi leggera, perchè non lo nascondo, a volte il cuore pesa, e il tempo mi sbarra la strada, questo tempo che non si può fermare e che spaventa.
ma a che serve piangere e gridare, a cosa dimenarsi e sferrare calci, o scrivere di notte con la luce della luna, se alla gente non importa...se gli uomini più li capisci, più è difficile amarli e sentirsene parte..e non vergognarsi di appartenere ad una schiera di anime cieche, che inseguono una bandiera bianca e non hanno direzione.
Eppure sei la prima a mescolarti alla massa, perchè così è comodo.
Qualcuno ti osserva da lontano, ma tu sei un semplice volto nella folla, senza nome nè voce, e soltanto una gran pena rivelano gli occhi di colui che, rivolto a chi ti sta osservando esclama:
"non ti curar di lor, ma guarda e passa".
mercoledì 11 maggio 2005
Troppo tardi
ebbene sì...è arrivato il periodo degli esami...
akkompagnato dal solito immankabile esaurimento nervoso...proprio quello ke ti porta a piangere e ridere insieme....
come quando ridi una risata lunga un pianto, e vorresti singhiozzare, ma il dolore è troppo forte per sollevarti il petto e allora tenta piccoli sforzi che ti aprono all'aria che non vuoi...
allora ridi,- vorresti urlare-, e vuoi correre d'improvviso kon le braccia aperte, poi buttarti su una spiaggia lasciando la testa ciondolare come un pendolo inerme, senza più fulcro...e in quel silenzio udirei solo le tue parole ripeterti che ce la devi, che ce la puoi fare....anche se nella testa sai di non essere poi ankora pronta per affrontare sta vita del kazzo che tutti dikono vada la pena viversela...
io non so.perchè ci sono giorni, kome oggi ad esempio, in cui l'aver respirato mi sembra la sola cosa utile che abbia potuto mettere in atto...
e guarda kaso, il respirare è un movimento involontario.mi rieskono bene solo quelli.
Come del resto il farmi battere il cuore a intervalli regolari.
e il pensare.
il pensare con l'inconscio, quello mi riesce di fare, l'ennesima prova di kome tutto
di quella da interrogare così, come adesso mi serirebbe, quanto basta per potersi dire che, in fondo, si è una brava persona, che nella vita è normale compiere sbagli, che sbagliando si impara...e che non è mai troppo tardi per cambiare.
Invece non ce n'è ,non ne sento il peso nemmeno se provo a immaginarmela,e se adesso un qualsiasi Bartleboom venisse a chiedermi
-Che cosa aspetta, madam?
-Che sia troppo tardi.
gli risponderei, con un lentissimo cenno del capo,
non avendo il coraggio di sollevare gli occhi perchè non è un uomo, che mi porge questa domanda, ma Io stessa.
e allora che vada come vuole, deve o può andare, tirino pure i loro dadi gli dei,e questi, nel loro rotolare cosmico, giochino a scambiarmi di ruolo sul palcoscenico.
è quasi notte.
sono sola in una stanza buia.
e aspetto.
akkompagnato dal solito immankabile esaurimento nervoso...proprio quello ke ti porta a piangere e ridere insieme....
come quando ridi una risata lunga un pianto, e vorresti singhiozzare, ma il dolore è troppo forte per sollevarti il petto e allora tenta piccoli sforzi che ti aprono all'aria che non vuoi...
allora ridi,- vorresti urlare-, e vuoi correre d'improvviso kon le braccia aperte, poi buttarti su una spiaggia lasciando la testa ciondolare come un pendolo inerme, senza più fulcro...e in quel silenzio udirei solo le tue parole ripeterti che ce la devi, che ce la puoi fare....anche se nella testa sai di non essere poi ankora pronta per affrontare sta vita del kazzo che tutti dikono vada la pena viversela...
io non so.perchè ci sono giorni, kome oggi ad esempio, in cui l'aver respirato mi sembra la sola cosa utile che abbia potuto mettere in atto...
e guarda kaso, il respirare è un movimento involontario.mi rieskono bene solo quelli.
Come del resto il farmi battere il cuore a intervalli regolari.
e il pensare.
il pensare con l'inconscio, quello mi riesce di fare, l'ennesima prova di kome tutto
abbia un filo logico nel mio copione.
inconscio, incoscienza, incoscente..ekko spiegato, meglio che in un teorema matematiko, dalla sola radice che lega queste tre parole, il perchè mi sembra di non avere mai una coscienza.di quella da interrogare così, come adesso mi serirebbe, quanto basta per potersi dire che, in fondo, si è una brava persona, che nella vita è normale compiere sbagli, che sbagliando si impara...e che non è mai troppo tardi per cambiare.
Invece non ce n'è ,non ne sento il peso nemmeno se provo a immaginarmela,e se adesso un qualsiasi Bartleboom venisse a chiedermi
-Che cosa aspetta, madam?
-Che sia troppo tardi.
gli risponderei, con un lentissimo cenno del capo,
non avendo il coraggio di sollevare gli occhi perchè non è un uomo, che mi porge questa domanda, ma Io stessa.
e allora che vada come vuole, deve o può andare, tirino pure i loro dadi gli dei,e questi, nel loro rotolare cosmico, giochino a scambiarmi di ruolo sul palcoscenico.
è quasi notte.
sono sola in una stanza buia.
e aspetto.
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